Impressionista ed espressionista allo stesso tempo, a volte quasi informale, predilige i lavori a olio, utilizzando la spatola.
Pittore di paesaggi, difficile da definire quanto ad appartenenze, ma che si inserisce perfettamente nella definizione classica della moderna pittura di paesaggio.

Per lui, infatti, il paesaggio è un soggetto o un motivo d’ispirazione su cui sperimentare i modi e il senso di una rappresentazione soggettiva della realtà attraverso il fare pittorico.

E il fare pittorico di Silvio Zago è fondato sulla capacità istintiva di saper cogliere gli aspetti più intimi e belli della natura e di rappresentarli poi, semplicemente, per il pubblico.

L’uso prevalente della spatola su tela, un innato gusto del colore e lo studio della luce gli consentono composizioni cromatiche tanto ardite quanto piacevoli, che trasmettono all’osservatore la serenità, ma anche l’ansia di un pittore che si espone con inconsueto candore.
Tra i “paesaggi” di questo pittore troviamo canali, barche, calli, visti con l’occhio di chi non si accontenta della loro bellezza esteriore, ma che ne ricerca i tratti interiori, l’anima. Così è, e forse ancor di più, per i numerosi paesaggi agresti, in cui casolari abbandonati, lungi dal suscitare in chi li osserva una facile nostalgia del passato, sembrano rivivere in armonia con la natura che li circonda. Così per gli agglomerati urbani, che sono un altro soggetto di Zago, in cui le case o i fabbricati, a volte persino affastellati, sembrano rivendicare una loro vitale esistenza.

Di lui, Mario Agnoli dice: “La saggistica sull’arte e sulle lettere, in genere, si ispira alle attribuzioni scolastiche. Nel caso della pittura di Silvio Zago, tuttavia, una attribuzione fedele ai suddetti programmi interpretativi non sembra possibile o almeno non può ritenersi sostanziale. Zago è pittore/poeta della sua terra: quella delle case dalle pareti bianche che conservano la luce assillante delle trasparenze acquee e delle terre che raccolgono le minute piante come gazzelle lungo i sentieri del vento. Il suo infinito non invita al naufragio leopardiano, ma alla raccolta di un seguito di sensazioni che si nutrono di canneti, di acque intuite e d‘orizzonte arcano”.

Silvio Zago ha lo studio a Cavarzere (Ve) in via F. Turati 5
www.silviozago.com
e mail: silviozago@libero.it
tel. 0426 52297 – cell. 331 885 6625

"Avventura" Silvio Zago | Ristorante Il Molinetto