Prof. Carlo Panzavolta

Raccontare le diverse sfaccettature del talento straordinario di di Romano Buratti mi risulta facile e al contempo complesso. Romano è l’artista dal tocco felice, sempre governato da un’enfasi creativa che non si è esaurita nei vari decenni di assiduo lavoro, alimentata da una sicura padronanza degli strumenti.
Ogni elemento del linguaggio visivo (segno-colore-spazio-composizione-luce e ombra) risulta condotto con dominio e competenza, egli può permettersi di disegnare in sicurezza direttamente con il pennello, e questo non è cosa da poco.
Nei quadri di piccola dimensione emerge con chiarezza questa abilità, ne risulta che ne viene esaltata nelle opere più impegnative e spesso di monumentali dove l’artista si può esprimere con tutta l’irruenza scenica e la potenza cromatica. Ne risulta un insieme sempre carico di emotività e dinamismo.
Queste indiscutibili qualità hanno permesso a Buratti di presentarsi nelle gallerie più importanti d’Europa regalando a chi apprezza e conosce l’arte della pittura una occasione di gradevole soddisfazione e arricchimento spirituale.
Sarebbe tuttavia riduttivo soffermarsi sugli aspetti tecnici che così facilmente emergono, perché nell’opera del maestro cesenate non mancano i contenuti: è un frutto di bella buccia ma anche di buona sostanza.
Le varie situazioni descritte ci presentano una vasta gamma di personaggi che palesano l’appartenenza a un mondo di schietta umanità, lontani dai contesti metropolitani della moderna società compiuterizzata che porta alla incomunicabilità e al distacco dalla concretezza dei rapporti umani, facendo scivolare in particolare le giovani generazioni in una sempre maggiore incertezza nel futuro.
Nelle opere che Buratti ci propone si sente l’armonia della gente che lavora, si incontra, gioca, si diverte ballando.
I personaggi in bicicletta o le tavolate allegre sono sempre situazioni che appartengono a una condizione positiva, serena, di sentimenti condivisi, dove la famiglia riveste ancora un ruolo fondamentale.
Mi auguro che i giovani che potranno trarne qualche beneficio per l’aspetto estetico delle opere ma soprattutto per i contenuti in grado di favorire una riflessione critica sui modi di vivere che la nostra società sembra indicarci come insostituibile, senza alternative.

Grazie quindi a Buratti, pittore non sempre considerato per il valore che gli spetta.

Occorre sottolineare inoltre, che, che sempre senza ambiguità o coperture occulte pseudopolitiche care ai numerosissimi dilettanti, specialisti nell’autoreferenzialità, Buratti ha superato i confini nazionali esponendo soprattutto in Germania, Francia, Belgio, Svizzera, Lussemburgo, Austria e Spagna è presente con opere di riconosciuto valore che danno lustro anche alla nostra città e lo collocano a pieno titolo tra i maestri dell’arte figurativa contemporanea.

Prof. CARLO PANZAVOLTA
Docente di disegno e storia dell’arte